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fenomeni misteriosi
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Thursday 10 April 2008 |
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Il fenomeno fino ad ora osservato preminentemente nell'America latina, fa la sua comparsa anche in Italia. Sembrava fosse un'esclusiva del Sudamerica, tanto che il nome che identifica in tutto il mondo questa particolare manifestazione ufologica e cioè quello di "flotilla" (trad. flottiglia), viene convenzionalmente mantenuto nella sua lingua di origine: lo spagnolo. Ma di cosa si tratta? Sciami di ufo in formazione che raggiungono in alcuni casi anche il migliaio di elementi, come nel famoso avvistamento di Lima del 20 maggio 2007, e che spesso si traducono in avvistamenti di massa, per via delle dimensioni e della durata del fenomeno. A volte queste sfere bianche, ben distinguibili, rimangono perfettamente in formazione e si muovono in totale sincronia, scivolando lentamente nel cielo, a volte rimangono fisse per diversi minuti, anche ore prima di sparire, a volte invece rompono la formazione, come a voler rappresentare vari simboli, spesso identificati in costellazioni più o meno note, per via della somiglianza della manifestazione con il cielo stellato. A quanto pare, sulla scia del climax di avvistamenti segnalati in tutto il mondo, che ha segnato questo inizio d'anno, richiamando fortemente anche l'attenzione dei media sul fenomeno, in particolare negli States, sembra che questa particolare manifestazione ufologica abbia fatto la sua prepotente comparsa anche in Italia. Il primo caso che vi segnaliamo, si è verificato il 4 marzo 2008 in località Treviglio (BG) quando, intorno alle ore 16.56, Giuseppe Garofalo, non nuovo a questo tipo di eventi che sembrano presentarsi frequentemente nella sua zona, è stato in grado di filmare nonostante le condizioni meteorologiche avverse, uno stupefacente caso di "flotilla" ed uno dei pochi che si conoscano in Italia.
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spazio
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Thursday 10 April 2008 |
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Notizia dell'ultimissima ora, piuttosto emozionante per chi si diletta e si occupa di astronomia, è la scoperta del piu' piccolo buco nero dell'universo. Emozionante perchè sarebbe la prima volta che si osserva un buco nero nelle primissime fasi delle sua formazione. A individuarlo sono stati due ricercatori russi che lavorano per la Nasa, Nikolai Shaposhnikov e Lev Titarchuk, che hanno annunciato la scoperta nell'ambito del meeting della Societa' americana dell'astronomia delle alte energie che si e' svolto a Los Angeles. Con un una massa che, secondo i calcoli, dovrebbe essere 3,8 volte quella del Sole e un diametro di circa 24 chilometri, il buco nero appena individuato ha una dimensione molto vicina al valore minimo previsto per i buchi neri che hanno origine dalla morte di una stella. L'oggetto si trova nella Via Lattea e forma, insieme con una stella di media grandezza, un sistema binario, siglato con Xte J1650-500, nella costellazione dell'Axa, visibile solo dall'emisfero meridionale. A permettere la scoperta il satellite Rossi X-ray Timing Explorer (Rxte) dell'Agenzia spaziale americana e una nuova tecnica che analizza il segnale emesso dai gas prima di essere ingoiati dal buco nero. Si tratta di misurare gli intervalli, chiamati quasi-periodic oscillation (Qpo), con cui la radiazione X viene emessa quando il gas, in corrispondenza di un particolare valore di velocità di caduta, si surriscalda mentre precipita nel buco nero. Un segnale, la cui frequenza, secondo gli astronomi, dipende proprio dalla massa del buco nero. fonte: notiziario scientifico ansa.com |
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